lunedì, 16 giugno 2008

Da quando ho scoperto che per 20 dannati cm non posso portare più il borsone grande  mi è passata pure la voglia di fare i bagagli, basta, parto solo col marsupio e nemmeno le mutande di ricambio, tiè, non credo di aver ancora ben realizzato che la partenza è assai prossima, mi rifiuto strenuamente di farlo, soprattutto non avrei voglia di andare a lavorare, domattina, per non fare tutto di corsa, e per di più stanca morta... Dovrei essere spensierata, allegra e invece sento sempre e comunque solo la fatica del vivere, persino nel divertimento. Non sono più molto convinta che questa breve e costosa vacanza fosse proprio necessaria, ma l'imperativo di cogliere per forza ogni occasione mi ha spinta a lanciarmi. Dovrei comunque provare a cercare la giusta disposizione d'animo, forse questa pigrizia, non solo mentale, nasce dal bisogno di non preoccuparsi troppo ma come al solito non preoccupandomi per tempo finirò per guastare tutto, incasinando anche i passaggi più semplici. E continuo a non preoccuparmi, le mutande ci entreranno da sole, in valigia, ah, ho detto che non le avrei portarte :P.

Mi guardo intorno, fisso la vecchia HP col suo occhio sbarrato e mi sembra di farle un torto, a pensare di non portarla, solo perché adesso ho voluto prendere la reflex (forse l'unico vero peso inutile), non lo so perché mi ostini a volerla portare, quando ancora non ho capito neanche bene come si accende :D. Domani deciderò all'ultimo minuto, come di consueto. nel frattempo potrei pure mettere a caricare le batterie, almeno un paio.

Gli strati, adesso che ho assodato che per non complicare le cose a mio fratello non posso portare la valigia grande, dovrò per forza indossare una parte sostanziosa del guardaroba, speriamo che non faccia caldo, domani, visto che mi muoverò intorno alla 15.

Insomma il trionfo della sciatteria. Solo adesso  mi sta balenando in testa che forse avrei dovuto stirare quel paio di pantaloni, che da mesi giacciono in un anfratto dell'armadio in attesa di essere allisciati, non credo nemmeno che ci riuscirebbe più, il ferro, a spuntarla con quelle antiche pieghe.

Una storiella per chiudere, così mi ricordo della telefonata di Givic :-), una bambina precisa a Cappuccetto Rosso passeggia nel bosco col suo bel cestino ed incontra un rospo parlante, lui parla parla e le dice che non è un rospo, ma un principe azzurro e che baciandolo sarebbe cessato l'incantesimo ecc., la bambina zitta lo ascolta e poi lo mette nel cestino, ma senza fare niente. Dopo un po' il rospo si stufa, e le chiede perché mai non lo baci, Cappuccetto risponde che per una bambina di cinque anni è molto più interessante un rospo che parla di un aitante principe azzurro :P

 

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domenica, 15 giugno 2008

A meno di tre giorni dalla partenza sto finalmente cominciando a fare mente locale :D, davvero questa volta mi sono lasciata prendere completamente alla sprovvista, contando anche sul fatto che le prenotazioni le ha fatte mio fratello. Non ho nessuna voglia di studiarmi itinerari e mete precise, pur avendo preso una comoda cartoville del Touring, sarà stupido ma anche se a Londra difficilmente ci tornerò non ho nessuna voglia di prepararmi, voglio lasciarmi travolgere dalla città così come viene (e spero non dalle macchine, distratta come sono :P), pazienza se mi perderò questo o quello che assolutamente bisogna vedere, dev'essere puro svago, ozio all'ennesima potenza, mica è una vacanza studio - che poi tre giorni, non farò manco in tempo a raccapezzarmi con la metro, chissà dove andrò a finire...

La seconda volta che prendo l'aereo, in quarant'anni, anche la classe operaia va in Inghilterra, con Ryan Air. Spero tanto che mi sovvenga qualche frasetta del mio inglese scolastico un po' troppo remoto, anche se credo che non sarà difficile incrociare connazionali e sicuramente anche quelle due parole che pure potrei usare saranno totalmente inutili, com'è stato in Croazia ed a Barcellona. Il viaggio ti fa crescere, il viaggio ti migliora, forse una volta :D

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categoria:viaggi
venerdì, 13 giugno 2008

Oggi andando al lavoro ho avuto un sinistro presagio, mentre mi avvicinavo all'allegro opificio con la solita andatura prudentemente sostenuta (da ultimi cinque minuti :D), vedevo accumularsi dei nuvoloni neri come la pece proprio sopra la fabbrica, tra l'altro già da ieri avevano anticipato che non sarebbe stata una bella giornata, cosa che per me, puntualmente, si è avverata, tornare a casa anche più sfiduciata del solito, se possibile, neanche il pensiero dell'imminente partenza riesce a rasserenarmi. La mia fragilità mi avvilisce, e seriamente inizio a preoccuparmi, quanto ancora posso continuare così?, c'è sempre un momento in cui sfuma l'illusione di essermi in qualche maniera assestata, di potere reggere i quotidiani colpi inflitti alla mia energia vitale, sempre più scarsa. Reagisco chiudendomi in me stessa, parlando il meno possibile con gli altri, che non posso fare a meno di percepire come una minaccia, non riesco a fare a meno di scorgere, in fondo agli occhi, proprio magari quando cercano di consolarti, un lampo di gioia per essersi dimostrati superiori, più bravi, più forti.

E domani volendo, ci sarebbe un'altra sfida, da raccogliere al volo, ma il caso ha voluto che mi cogliesse più impreparata del solito, disarmata quasi, senza più voglia di fare nulla. Meglio dormirci sopra, cercare di dimenticare, domattina forse potrebbe anche venirmi voglia di provare, un'altra volta ancora, magari anche solo per contraddirmi.

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lunedì, 09 giugno 2008

...di nuovo a bighellonare qui, invece di razzolare sul forum o scrivere sul moleskino, cercando di riempire il vuoto.

MI brucia non poco l'affetto che ancora provo per molte delle persone che lo popolano, mi sarà difficile non seguire più ogni piccola sfumatura del loro umore,  le nostre quotidiane peripezie che s'incrociavano, parlando del più e del meno, scherzando, o solamente salutandoci, ognuno nel suo modo peculiare. Era un modo per sentirsi meno soli, e per darsi reciprocamente forza e coraggio. Il nuovo corso ha spazzato via quegli spazi, già limitati, che consentivano di ritrovarci senza dover per forza pontificare su qualcosa, fare l'opinionista, come se non ce ne fossero già abbastanza, in giro.

Amen, il Regno dei Fancazzisti è morto, viva il regno dei Fancazzisti. E poi finalmente non incrocerò più quelle persone che invece il sangue me lo facevano rimescolare, inesplicabilemente quasi, ma puntualmente :D. Ma quattro anni di consuetudini saranno difficili da spazzare via, una parte di me continuerà ancora ad aggirarsi tra le pagine del Regno, a ricordarmi ogni buongiorno ed ogni buonanotte, anche di chi davvero non c'è più. Ciao Castlerock :-)

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giovedì, 03 gennaio 2008
Ho deciso di rinunciare alla mountain bike: seriamente, ormai ho un’età, e quello non è un mezzo di locomozione decoroso, sento il bisogno di recuperare la stazione eretta, di accomodarmi su un sellino spazioso e comodo, e ormai nessuno riuscirà a togliermi dalla testa che sei velocità sono più che sufficienti per una bicicletta, che tanto la salita è sempre una salita, basta accontentarsi di farla del proprio passo (mi sembro Cassani)… Voglio una bici con le luci, col ronzio della vecchia dinamo e con un lucido e tintinnante campanello - niente aggeggi elettronici - voglio una bici col classico cestino, magari in vimini, dove infilare la borsa della spesa così la smetto di ammaccare le banane. Voglio una bici da femmina, così la finisco di alzare la zampetta come un cane, correndo il rischio di restar bloccata per aria. Magari me la prendo pure di una bella tinta pastello, un rosa Barbie, magari scippo direttamente la bici a Barbie, tanto non se ne accorgerebbe nemmeno con la rimessa di veicoli che c’ha, quella gran vacca!
 
Eh si, a ridurmi così è bastata una gita domenicale, come fossi ancora una giovinetta dopo mesi e mesi che non salivo su una bici ho voluto fare le Capute – già il nome promette male, alla teutonica, anche se la strada è magnifica, davvero poco trafficata, si vabbé 40 km, ma tanto li faccio del mio passo e c’ho tutta la domenica davanti…
Fin dal terzo km le parti basse han cominciato ad arroventarsi – tra l’altro mi ero pure depilata di fresco, non so se mi spiego. E subito ho avuto l’amara consapevolezza che ero ben lontana dai giorni migliori, la velocità di crociera era ignobilmente bassa, figuriamoci che lungo la strada che porta al cimitero, dove il nostro comune ha avuto il buon gusto di situare la pista ciclabile, perfino le vecchiettine coi catorci più scalcinati con tanto di mazzoni di fiori al seguito mi facevano mangiare la polvere - eh, ma io cercavo di star dritta, eh mai io cercavo di riposare il ginocchio (c’ho la scheggia come i veterani) eh ma il sedere mi fa così tanto male, eh che bell’arietta fammela godere, e c’è il paesaggio, già, tutte quelle balle e quei rotoli di fieno, uh quanto son carucci, sarebbe il caso di scattare una foto, oh che arsura facciamoci un goccetto…
 
Ed è cominciata la via Crucis, nel senso che la domenica mattina le strade son piene di Cicloraptor, gruppuscoli di cicloamatori bardati e dopati di tutto punto, proprio come i professionisti. Eh, finché c’è stata la pianura ho avuto gioco facile, bastava rispondere ai saluti con un sorriso, e finiva lì, del resto ero abbastanza scollata e fresca. Ma arrivata ai piedi della salita i nodi son venuti al pettine, ancora un vecchiettino diretto all’orto che mi sfreccia accanto ridacchiando - eh ma tanto io la faccio a piedi, son venuta a farmi una piacevole passeggiata e se mi manca il respiro e mi fa male il culo scendo, non posso far finta di niente e continuare, solo per stupido orgoglio…
Il vecchiettino dell’orto ha scatenato la bestia che sonnecchia in me: vedendo la sua sagoma allontanarsi dopo il primo tornante, ho cominciato a ringhiare, scatenando un tigrotto nel motore; l’ho ripreso, il dannato vecchiaccio, ed ho avuto la soddisfazione di veder scendere lui dal sellino, mentre io, sia pur dolorante e asmatica ostentavo un sorriso da nuotatrice sincronizzata, giuro che mi mancavano solo la cuffietta ed un po’ di lustrini… Già, i tornanti sono tanti ed il sole comincia a picchiare, ma ormai sono sulla cattiva strada, mi son solennemente giurata di non scendere, anche se ad occhio e croce andava più veloce una fila di formiche sul ciglio della strada – quisquilie.
E poi, dopo gli immancabili sfottò dei Cicloraptor l’abbordaggio di uno di questi che mi si avvicina e attacca bottone, proprio nel momento in cui la mia parte razionale stava per convincermi a scendere da quel dannato sellino e ad arrivare in cima a piedi. Poco male fosse stato almeno sotto i cinquanta, ma vi giuro che ci ha provato di brutto, invitandomi a fare una sosta - e col cavolo che mi fermavo, adesso, in piena campagna e con questo che snocciolava battute pesanti, tipo e per voi donne all’inizio è un piacere, e che bello essere giovani adesso con tutte queste belle ragazze in giro…
 
Insomma, se non sono mai scesa dal sellino è stato grazie al lui, di colpo la sua conversazione ha anestetizzato i miei bassifondi ed ha ridato ossigeno ai miei polmoni sfiancati. Meno male la discesa finale, a tirarmi su di morale.
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giovedì, 03 gennaio 2008

Sola senza nemmeno un cane, fu così che mi vennero a tedio persino le consuete sgambate in campagna, laddove passando nel tal posto non posso che ricordare questa o quella circostanza in cui c'era Pongo buon'anima e scorrono copiosi torrenti di lagrime :D, insomma anche l'ars bucolica fonte di ipertrofia delle sfere.

La qual cosa, sommata alla fastidiosa irritazione delle parti basse congiunta al d'altro canto squallido esercizio indoor sulla bicicletta da camera mi pone di fronte ad un'angosciosa questione da risolvere al più presto,  fatale interrogativo che in questi giorni attanaglia milioni e milioni di italiani, ossia come cavolo fare a buttar giù la ventrazza accumulata in quasi due mesi di lasciva trascuratezza...

Oggi, complice anche il tempo, temo che dovrò accontentarmi del succitato squallido arnese, ma ieri, proprio per non ritrovarmi con quest'unica alternativa, ho tentato strenuamente di riappassionarmi alla nobile arte della passeggiata, facendomi vieppiù forza col badurlino della digitale nuova, della quale ancora non ho capito una beneamata mazza, ma anzi, "forse così è più divertente", mi dico :P ... Be', se il buongiorno si vede dal mattino.

In sella alla mia scalcinata  bici, con un vento che tagliava letteralmente la faccia, scelgo naturalmente la scorciatoia più sfigata nel raggio di 100 km, due enormi pozzanghere gelate ma sgretolate da guadare senza fare uno sgradevole pediluvio on the rocks, l'unica risorsa per uscirne indenni un paio di rovi polverosi ai margini della strada, cui aggrapparsi (tornarsene saggiamente indietro?, macchè, scherziamo?:D). Insomma me la cavo col cappottino tutto infarinato di polvere (strada sterrata) ed una scarpa parzialmente bagnata, perchè non ho potuto proprio fare a meno di assaggiarla, quell'acqua gelida. Del resto in quella strada ci sono persino caduta, in moto con mio fratello, sarà per questo che continuo a subire il suo sinistro fascino.

E vai, finalmente imbuco la campagna, sembra che possa farcela davvero a rilassarmi, stavolta, senza entrare in depressione, del resto con la bici a portata di mano posso variare l'andatura e lo sforzo, ed al limite stordirmi a colpi di pedale in salita. Ma non c'è bisogno, sono decisamente rilassata e mi sembra addirittura di aver fatto delle belle foto,  approfittando di alcuni timidi raggi di sole. Mi avventuro perfino ad esplorare un casale abbandonato ma niente de che, e via, eccesso di ardimento!, risolvendomi alfine a far l'itinerario più lungo, ormai l'unica incognita sono i famosi pastori di Monte Polo, due canidi che a volte riescono ad eludere la sorveglianza dei padroni, se mi beccano quelli sono spacciata, un molosso ed un maremmano scazzosissimi, bella coppia, - già il giorno prima altrove me n'ero beccati due, uno spinone ed un pastore tedesco in vena di caccia all'uomo ma che col mio invidiabile sangue freddo (continuare del mio passo, senza fuggire, sperando di avere culo e naturalmente non il medesimo tra le fauci della bestia) ero riuscita brillantemente a superare, senza dover far ricorso ad uno scalcinato bastone, estrema ratio.

Dai, anche stavolta non può essere, oggi di cani nemmeno l'ombra dai - appena svoltata l'ultima curva mi ritrovo tra i piedi, nell'ordine, un bastardino nero, un maremmano che mi arriva quasi all'anca e il vecchio Nero, che con sorpresa mi avvedo essere ancora in vita, nonostante abbia millemila anni, ormai da un po' l'avevo dato per spacciato, peccato che sia male in arnese però, contavo proprio su di lui per sopravvivere. Ovvio che il vero problema è il maremmano, ma è un attimo, continuo della mia andatura e quello mi snasa, poi attacca a seguirmi, lemme lemme, non abbaia, anzi sembra di buon umore, però ancora nell'intimo son tremebonda, i maremmani sono DUE, e se l'altro non fosse dello stesso umore e traviasse il collega?, e quel branco di cani all'improvviso si mettesse in testa di giocare a caccia con me come preda?? :D

Avrà voglia di fare due passi, mi dico, l'anchilosato Nero non si schioda dalla cuccia, giusto un saluto, ma bastardino e maremmano si mettono in testa di fare una passeggiata seguendo me, be' di solito ad un certo punto tornano indietro, mi dico, anche se andare in giro con dei cani risveglia purtoppo dolorosi ricordi non faccio niente per dissuaderli, la strada è di tutti, e poi in fondo mi piace, avere un po' di compagnia, di un cane così possente poi :D, la solita sborona, prima o poi finirò azzannata.

Cammina cammina - pianterello sul povero Pongo, fotina (maledette pile, durano manco un'oretta), un po' a piedi e un po' sui pedali - i due non mi mollano, nonostante due tentativi si seminarli, dopo una curva, e mi ritrovo al bivio per scendere in paese con un bastardino ed un maremmano sul groppone, che non vogliono assolutamente tornarsene da dove sono venuti ma seguire ME, magari fino a casa. Panico. Ancora manca quasi un'ora alle tenebre, presa da scrupoli, considerando anche la mole del cane, ritengo che sia meglio riportare le bestie da dove sono venute, c'è solo un bel po' di salita da fare, ma per tornare sarebbe tutta discesa, ce la posso farcela :D. Ovviamente spero anche di incontrare per strada qualcuno che il cane lo conosca e di non dover fare proprio tutta la salita, di solito incrocio sempre la macchina di una che abita proprio a Monte Polo. Ovviamente stavolta non incontro nessuno, solo un poveretto che porta il suo cane a passeggio e che mi guarda esitante tenendo la sua bestia, la metà del maremmano - leggo nel suo sguardo la speranza che lo metta al guinzaglio ma quando lo informo che non è mio ha un moto di terrore  ma fortunatamente va tutto bene, addirittura la cagna mi da retta, quando la chiamo per continuare il cammino e lasciar stare l'altro cane. Solo io riesco a cacciarmi in queste situazioni assurde.

Finalmente, dopo l'ultimo tratto in cui la strada è tutta gelata e si scivola, arrivo in vista dell'agognato casolare ma con sgomento mi rendo conto che maremmano e molosso sono entrambi nel recinto e che la cagna quindi non è della casa, comunque a questo punto mi decido a suonare lo stesso e chiedere al padrone, che magari sa di chi può essere quest'altro maremmano. Fortunatamente il padrone esce quando mi decido a premere il campanello e non l'interruttore della luce, e con letizia apprendo che sa di chi può essere il cane, è addirittura figlio dei suoi (che da dietro la rete se lo vorrebbero sbranare, invece),  appartiene ai signori che hanno un agriturismo qualche centinaio di metri più giù, è una cagna giovane giovane, al suo primo estro, chiama col cellulare i padroni che vengono a prenderla con la macchina, ormai stanno per calare le tenebre e manco c'ho la dinamo che funziona :D, vabbè tutto si risolve bene, la cagna non la vedo molto contenta di ritrovare i suoi  ma obbligata sale sul mezzo, sia pur recalcitrando e guardandomi con certi occhioni.

Oddio, ieri  indubbiamente il moto l'ho fatto, e con quel freddo poi, già è tanto se non mi sono ammalata e se mi reggo ancora in piedi; ma oggi sicuramente mi troverò a far la cyclette senza farmi troppi problemi, ieri ne ho avute abbastanza di emozioni, un po' di squallore domestico non può farmi che bene :P.

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martedì, 01 gennaio 2008
Bene, ho cominciato nel migliore dei modi, ho già pianto:D, e solo per uno stupido sms che non è arrivato ( tutti quelli che non ho mandato, io??, già, chemmefrega del resto del mondo), sms pure pleonastico (bah:D) perchè formalmente auguri già scambiati, ovviamente ho già maledetto i miei geni per parecchie generazioni addietro, credo di essere arrivata più o meno all'età classica, tipo 180 a. C... ma perchè non ci si stanca mai di detestarsi?, sono davvero talmente stupida? Se per la depressione non riesco a dormire almeno mi leverò prima di torno il maledetto "Ulisse" (stupida), forse lo farò a pezzi come il maledetto calendario di Audrey, specialmente la pagina di novembre, ci sono esseri che non hanno diritto a nulla, neanche ad una parvenza di sogno. Arrenditi.
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lunedì, 31 dicembre 2007
Freddo intenso, foschia, e tenui merletti di pietra sospesi su un’acqua fosca, che gioia quando il sole fa capolino in piazza San marco ed indora i gotici trafori ed i fiori di luce vanno ad adornare le logge delle bianche facciate, come un bacio vivificante che fa avvampare il rosato dei marmi, del cotto o degli intonaci.
I riflessi sui palazzi e l’umido lucore sulle banchine fan tutt’uno del coacervo di terraferma, isole e barche, zattera sospesa in un tremolante infinito e quella buffa prua di gondola come bandiera. Ed è bello cercare di fuggire la folla nell’intrico di calli e canali, seguirlo fin quasi a finire in acqua,  quasi quasi ti ci butteresti, perfino, per scherzo. O ritrovarsi in desolati piccoli cortili, con una vera da pozzo ed un quadratino di cielo a farti compagnia e nemmeno un piccione. Magari un gatto.
Un labirinto simile a quelli di Escher, talmente convoluti da far smarrire ogni riferimento, i cartelli si affollano, una ridda assurda di scritte e di frecce, arriverai forse dove vuoi andare, o meglio ne verrai a capo, ma quanti scorci dovrai attraversare, o meglio perdersi, nel buio degli alti palazzi in cui la luce penetra come una lama, riflettendosi nell’acqua scura.
La luce come elemento maschile e le tortuosità delle calli a rammentare una vulva, allora sarebbe come attraversare un eterno amplesso, forse per questo è così sensuale, questa antica città. Anche la decadenza, l’incuria in cui son lasciati tanti palazzi un po’ discosti, ormai tuguri, trasmette un senso intimità, come se rispecchiassero certi anfratti dell’anima nostra, in cui di solito, saggiamente, si preferisce non soffermarsi. E l’incanto che ci tocca d’improvviso quando da una squallida cornice s’intravede, come fosse un cannocchiale, un angolo di una bellezza umile - l’angusto adito di un portico, illuminato da un neon all’imbrunire e dietro il ponticello sul canale, di sguincio, sul cui parapetto sostano le magliette a righe dei gondolieri, ed i nastri rossi dei loro cappelli. Oppure una quinta sfolgorante come un diamante, ricca di colori, smalti, decori.
 
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categoria:spròesie
sabato, 29 dicembre 2007
Il vuoto. E senza sgomento, solo con infinita stanchezza. L'ho realizzato stamattina, aprendo Msn, una breve mail l'ha solo in parte mitigato,  mi sono forse arresa? - seh,  mai stata sul piede di guerra, io. Se avessi abbastanza soldi partirei domattina, qualsiasi posto andrebbe bene, e invece questo vuoto dovrei colmarlo con l'"Ulisse":D, dopo essermi sciroppata per settimane i Karamazov... Eppure sta succedendo, proprio nessun contatto, a parte quest'assurdo filo virtuale, e nemmeno mi sarebbero mancate le occasioni, ma niente, continuo a far finta di non vederle, l'ho data a bere persino a lui, che qualcosa avrei combinato, di buono. Peggio per me. Dovrei almeno rilassarmi, crogiolandomi in tutto questo ozio, ma somiglio più ad una pentola a pressione, sarei dovuta partire subito, prenotare con largo anticipo. Ma soprattutto adesso non devo farmi venire brutti pensieri (e vorrebbe cominciare l'"Ulisse,  una prece :D). Ah, devo assolutamente trovare un calendario, non posso mica scarabocchiare il muro,  mancano solo due righe, non vedo l'ora di poterlo ridurre in mille pezzettini, questo - povera Audrey, lei si che sta partendo, o sta tornando, trasformata in una gran dama di Parigi.
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lunedì, 24 dicembre 2007
Indicibile spossatezza, ufficialmente per le grandi pulizie di Natale, domani viene gente, ma c'è tanto di endogeno, insomma passerei volentieri questa vigilia a letto, coi Karamazov. E'  arrivata la tredicesima e manco sono contenta, 980 euro mi sembrano troppo pochi, sarò mica diventata avida? :D. Tempo di un grigio cadaverico, ovviamente sono pure meteoropatica e le foto che ho recuperato sul Mac non sono poi questo granché, vabbè, almeno mi sono finalmente procurata la penna. Via, riacciuffo la straccetto e nella mia divisa da Gerontonentola (la tuta Champion colo grigio topo, ed il giacchetto in pile di Count of Florence, gradito regalo di Natale di qualche anno fa) vedrò di lustrare il lustrabile, ma ho paura che le chiappe si siano irrimediabilmente incollate alla poltrona, sarà dura staccarle...
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